Parole dette così, senza tatto , senza un ragionamento di fondo....
Lo sguardo distratto mentre tu parli , mentre ti sforzi di farti capire dall'altro, da chi ormai ha già lo guardo altrove e ti riempe la testa di cose giuste da dire...
Il dolore é fortissimo, proprio forte, manca il respiro, senza esagerare, manca il respiro...
Vorresti provare ad essere diversa, a fregartene di più, come chi lasciandoti sotto casa, basta che gira la macchina per sentirsi meglio...
Un peso, é così che mi sento.
Il dolore é fortissimo, non ci sono parole, toglie il fiato, resto paralizzata, fa male, tremendamente male.
La sfiducia é tale da credere che niente possa andare bene, eppure é solo un altro uomo delle sensazioni ad aver trafitto il tuo cuore, la tua più intima fiducia verso il prossimo.
L'uomo delle sensazioni pensa: " Ho fame, mangio, ho sete, bevo, ho sonno, dormo, se ho voglia di piacere fumo, magari bevo qualcosa e faccio sesso..."
L'uomo delle sensazioni riduce tutto al mero piacere, alla sensazione, a ciò che da godimento.
L'uomo delle sensazioni corre, fugge e non affronta....
L'uomo delle sensazioni si impone delle "sane" regole di vita, basate esclusivamente su ciò che sente, che percepisce. Non fa scelte ragionate, ponderate.
Questa volta non ho saputo riconoscere l'uomo delle sensazioni...
Improvvisamente si é tolto la maschera ed ho visto il suo vero volto.
Ho sentito un dolore fortissimo, così intenso da perdere ogni speranza, ogni vano appiglio per andare avanti.
Ho tenuto legato a me un corpo, un corpo che desiderava altro, la libertà...
Un precario equilibrio si é rotto dentro di me...
Ho improvvisamente capito... se avessi ascoltato la parte più razionale di me stessa a quest'ora non mi sentirei tanto umiliata.
E' così che mi sento, umiliata, da me, dalla mia voglia infantile di cambiare il mondo, di credere che l'amore sia ancora un valore per cui combattere, che abbia ancora un senso circondarsi di affetti, di persone che profondamente accettano quel che sei, che riescono a tollerare anche le parti che tu per prima ti cambieresti.
Si dimentica e si va avanti... stavolta lo farò anche io, perché si dice che la vita a lungo andare cambia le persone...
Così presto o tardi avrò anche io la mia nuova eperienza da raccontare, la mia gioia che spazzerà via tutto il dolore di queste ore, anche io dirò frasi retoriche sul perché di certi avvenimenti. Sarò stadardizzata nei sorrisi e negli occhi, nella voce, sarò una pesona "matura", una persona che ha imparato ad accettare le sconffitte della vita.
O forse più semplicemente sarò una persona senza speranza, rassegnata, con la voglia di cambiare ancora al primo grande o piccolo ostacolo, una persona che ama, una, dieci, cento, mille volte , consapevole che in fondo ogni persona da qualcosa, ma che con nessuna vale la pena di rischiare...
Sarò una persona "giovane", che ragiona al passo con i tempi, una persona "libera", che finge di non essere schiava del tempo che fugge, delle cose, dei progetti, delle persone...
venerdì 19 giugno 2009
giovedì 4 giugno 2009
Goccia
Specchio di pioggia e asfalto, ci naviga dentro il cielo, grigio, bianco, acqua e cielo...
Ma tu sei una goccia che non cade e rimanda la mia guarigione come un'ultima frase da terminare...
Piccole navi con motore spento aspettano un segno dal faro... così lontano.
Specchio di pioggia e asfalto, oggi il mio viso é più leggero senza pianto solo acqua e cielo...
Ma tu sei una goccia che non cade e ritarda la mia guarigione come un rumore sospeso che non esplode... ancora navi con motore spento aspettano un segno dal faro... così lontano... (Cristina Donà)
Ma tu sei una goccia che non cade e rimanda la mia guarigione come un'ultima frase da terminare...
Piccole navi con motore spento aspettano un segno dal faro... così lontano.
Specchio di pioggia e asfalto, oggi il mio viso é più leggero senza pianto solo acqua e cielo...
Ma tu sei una goccia che non cade e ritarda la mia guarigione come un rumore sospeso che non esplode... ancora navi con motore spento aspettano un segno dal faro... così lontano... (Cristina Donà)
martedì 2 giugno 2009
Malinconia

La malinconia arriva nel silenzio di una stanza , tra le lenzuola del letto sfatto e i libri aperti sulla scrivania.
Niente ti sembra più come prima. Il disordine della camera é in realtà specchio della confusione che hai dentro di te.
Forte é il peso sullo stomaco. Ora non é il momento di fingere , ora é il momento di cadere, di affogare nel dolore.
Un altro piccolo pezzo di quell'oblio arriva, lasciarsi andare é la cosa più naturale e forse la più sensata che resta da fare.
Le forze fisiche e mentali sembrano abbandonarti, non riesci neppure a piangere, l'animo si abbatte.
Eppure sai che, é solo vivendo questi momenti , che potrai tornare a sorridere.
Ogni tanto infatti,quell'ombra sul cuore sembra sparire,l' aria si fa respirabile, soffia leggera lungo i tratti del viso. Sono brevi instanti destinati a prolungarsi. Piccoli preludi di ciò che tornerà ad essere.
E più piangi, più cadi in quel dolore, più potrai superarlo.
La notte qualche volta prego, la notte la mia mente viaggia più veloce...
Credo che sia la paura di non essere amata che mi fa piangere, che mi fa smettere di sperare...
Spesso sono arrabbia. Vorrei prendermela con qualcuno, ma con chi? Nessuno ha colpa, nessuno.
Una volta provai a prendermela anche con Dio e il silenzio fu così spiazzante da non trovare pace.
Così alle volte mi arrabbio con me stessa, divento la mia principale nemica, ma non serve a molto, neppure a trovare una ragione.
L'unica cosa che resta da fare é aspettare, imparando a gioire per ogni giorno vissuto e ancora da vivere...
"La gioia"
Non abbandonarti alla tristezza,
non tormentarti con i tuoi pensieri.
La gioia del cuore é vita per l'uomo,
l'allegria di un uomo é lunga vita.
Distrai la tua anima, consola il tuo cuore,
tieni lontana la malinconia.
La malinconia ha rovinato molti,
da essa non si ricava nulla di buono.
Gelosia e ira accorciano i giorni,
la preoccupazione anticipa la vecchiaia.
Un cuore sereno é anche felice davanti i cibi,
quello che mangia egli gusta.
( Sir 30,21-25)
sabato 23 maggio 2009
L a nostra scala

Mi piace credere che dentro ciascuno di noi , ci sia una sorta di scala, fatta di tanti gradini più o meno alti.
Possiamo salire e possiamo scendere. La difficoltà sta tutta nel nostro modo di essere.
Di solito quando ci accingiamo a fare le scale, lo sforzo fisico più grande sta nel salire, la discesa infatti risulta quasi sempre comoda.
Eppure se penso alla sequenza di gradini immaginari che abbiamo dentro noi, credo che il vero problema sia lo scendere.
I gradini sono sempre gli stessi, il loro numero non cambia, così come il loro spessore. Ma l'emozioni che si provano nel salire sono diverse da quelle che si sentono scendendo.
Io immagino che quando si salga, si prenda coscienza passo dopo passo, dei propri pregi. Ogni gradino ti rende più consapevole di quel che sei, delle tue doti e capacità. Quando la scala termina e tu ti sporgi alla vita, con i tuoi occhi che più delle tue gambe hanno camminato lungo quel percorso, durato giusto il tempo della tua crescita, ti senti fiducioso, pronto ad affrontare una realtà che non sei tu.
Tante volte resti in quel mondo esterno per così tanto tempo da dimenticare la tua scala interiore.
Succede poi che i fatti della vita, tendono a destabilizzare la tua fiducia...
Il percorso di auto stima che hai compiuto dentro di te, ti sembra troppo lontano per trarne beneficio, e allora rotoli giù, negli abissi del tuo io, come chi della vita si sente solo un rifiuto.
Quando tocchi il fondo di te stesso, la ripresa é dura e ardua e tante volte non hai nemmeno il coraggio e la forza per darne inizio.
Non hai percorso la scala verso il basso, in altri termini non sei sceso gradino dopo gradino, sei stato scaraventato giù, sbattuto come chi inciampando non é più in grado di restare in equilibrio.
A quel punto, tenti di rialzarti.
Stavolta però la salita é più faticosa, perché ad ogni passo in avanti, hai come l'idea di compierne due indietro.
Ma é scendendo che conosci un'altra parte di te stesso. Una parte che presumibilmente prima di quel momento eri abituato a non vedere.
Sono i tuoi difetti, le caratteristiche che non vorresti avere, che ti fanno sentire incapace e che ti umiliano profondamente.
Eppure é proprio conoscendo quelli, che puoi avere un quadro completo di te stesso...
Quando impari a conoscerti realmente , salire quei gradini diventa davvero fattibile.
Il tempo in cui riuscirai a terminare la tua scalinata non conta, ciò che conta é il perseguimento dell'obiettivo, tornare di nuovo su, in alto.
E infatti ... quando finisci quel percorso e ti sporgi al mondo , lo fai convinto che a sorreggerti da eventuali cadute,c'é la tua nuova conoscenza...
Ed é sulla scorta di questa che imparerai a migliorarti, imparerai a confrontarti con gli altri senza difese, imparerai a capire e perfino ad amare chi sbaglia, chi fa cose che ti sembrano inconcepibili.
Salire e scendere la tua scala interiore é un continuo esercizio che richiede allenamento, richiede capacità e voglia di amare se stesso in maniera totale e non egocentrica. Richiede pazienza e desiderio di mettersi in gioco, bisogno di cambiare, di sentirsi diverso, di migliorare...
lunedì 18 maggio 2009
" Sperare contro ogni speranza"
Il futuro può spaventare quando in esso sono riposte mille speranze e non si sa quali potranno realizzarsi.
Nella vita tuttavia, bisogna rischiare e credere in quel che si fa. Fissare degli obiettivi e cercare di raggiungerli, lottando contro tutto e tutti se necessario.
Ora come ora non riesco a capire il perché di tante cose, eppure sento che sia giusto così. La mia fede nella vita vacilla, ci sono momenti in cui mi andrebbe di spegnere il cervello, dormire nel senso pieno della parola. Affidarmi ad un sonno pieno, senza sogni e immagini. In altri attimi tuttavia, riesco ancora a credere, riesco a sentire la forza per andare avanti, senza rimpianti né turbamenti.
Il sole non mi immalinconisce, la luce é indubbiamente in contrasto con quanto sento dentro di me, eppure permetto che l'esterno, il bello di quanto mi circonda , mi invada, così che il dolore, il magone possano placarsi.
L'amore rende liberi, il vero amore rende liberi e non schiavi...
Così se queste non sono solo belle parole, se hanno anche un' "utilità" pratica allora credo che sia giusto quanto sto vivendo ora.
La speranza é in fondo un ulteriore forma d'amore per andare avanti, per non abbattersi e non non credere che non ci sia rimedio.
Spero, in un senso e nell'altro, spero, restando ancorata alla realtà, imparando ad accettarla...
Nella vita tuttavia, bisogna rischiare e credere in quel che si fa. Fissare degli obiettivi e cercare di raggiungerli, lottando contro tutto e tutti se necessario.
Ora come ora non riesco a capire il perché di tante cose, eppure sento che sia giusto così. La mia fede nella vita vacilla, ci sono momenti in cui mi andrebbe di spegnere il cervello, dormire nel senso pieno della parola. Affidarmi ad un sonno pieno, senza sogni e immagini. In altri attimi tuttavia, riesco ancora a credere, riesco a sentire la forza per andare avanti, senza rimpianti né turbamenti.
Il sole non mi immalinconisce, la luce é indubbiamente in contrasto con quanto sento dentro di me, eppure permetto che l'esterno, il bello di quanto mi circonda , mi invada, così che il dolore, il magone possano placarsi.
L'amore rende liberi, il vero amore rende liberi e non schiavi...
Così se queste non sono solo belle parole, se hanno anche un' "utilità" pratica allora credo che sia giusto quanto sto vivendo ora.
La speranza é in fondo un ulteriore forma d'amore per andare avanti, per non abbattersi e non non credere che non ci sia rimedio.
Spero, in un senso e nell'altro, spero, restando ancorata alla realtà, imparando ad accettarla...
sabato 9 maggio 2009
Non sentirti mai grande, mai pieno, mai soddisfatto, perché sei poco più di soffio dinanzi all'infinito.

Corri, alzati dal tuo giaciglio e CORRI....
Vola in alto e crea obiettivi ambiziosi anche se impossibili, vola nel blu del cielo e grida con tutta la gioia che hai in corpo.
Perché la vita é una e niente, niente deve e può fermarti.
Il pianto e il riso sono parti della stessa vita, l'uno non esclude l'altro.
Se puoi, gira il mondo e dai tuoi viaggi, IMPARA, inondati della cultura di nuovi posti, ma non dimenticare la tua...
Allarga la mente e le vedute, che il tuo punto di vista possa espandersi al'infinito come i confini dell'orizzonte... ma fa attenzione! Che non sia la tua striminzita visione a girare con te. Sii umile e non pensare di essere migliore per le tue esperienze, c'è chi ha imparato molto di più osservando le persone da una piccola crepa sul muro....
La vita può insegnare in mille modi, non essere superbo nel raccontare la tua...
Viviamo sotto lo stesso cielo e respiriamo la stessa aria, le differenze sono di forma, é la nostra intelligenza che può superare ogni ostacolo, ogni impedimento, ogni differenza...
Non alimentare le divergente con i tuoi pensieri e con la convinzione di saperne più degli altri. Se c'è una parte di te istruita, che ha saputo imparare dalla vita, credimi, c'è ne un'altra ancora rozza...
La vera ricchezza é il confronto con l'altro, saper cogliere dall'esperienze altrui ciò che manca alle proprie, impedire che il pregiudizio turi gli orecchi, e offuschi la vista. Ognuno di noi ha una parte da istruire e una parte da donare, non dimenticarlo mai.
Ogni vita é degna di essere vissuta, anche la più umile.
Non sentirti mai grande, mai pieno, mai soddisfatto, perché sei poco più di soffio dinanzi all'infinito.
mercoledì 6 maggio 2009
Iscriviti a:
Post (Atom)