
Soffia il vento, ma l'aria é mite perché il sole é ancora caldo.
Sulla cima di una montagna, sporge il piccolo cimitero. La gente é tanta, i fiori nei vasi sovrabbondano. C'é un prete che da messa attirando la calca di persone.
Cammino e scorgo una lapide completamente diversa dalle altre. E' una graziosa conchiglia aperta. Incuriosita mi avvicino, mi sporgo per vedere meglio.
Il marmo fa da cornice a un fitto manto d' erba, sul quale sono posti in modo sparso, tanti pupazzi . Il sole mi acceca e allora faccio un altro passo per vedere meglio...
Sono sulla terra umida, di fronte a me c'è la fotografia di una splendida bambina, sullo sfondo un celo terso e un mare serafico. Subito mi si apre il cuore...
Resto tramortita. Continuo ad osservare quel volto d'angelo, notando i piccoli particolari. La coroncina di rose fra i capelli fa pensare al giorno della prima comunione. Ha gli occhi blu, le mani piccole e bianche, stringono un microfono. La foto racconta la sua spontaneità, probabilmente é stata scattata quando non se la spettava!
Mi allontano, torno dai miei cari, ma il suo pensiero non mi da pace.
Mi avvicino ancora alla sua pietra, guardo tutte le cose che le sono state lasciate. Immediato é il desiderio di donarle il fiore che ho tra le mani. L'accarezzo con il pensiero e vado via, questa volta definitivamente.
E' morta due anni fa, aveva nove anni.
Sono cosciente che la morte coglie chiunque. Quando sento discorsi in cui a "dover" morire sono solo coloro avanti negli anni , sorrido ironica , profondamente convinta che al giudizio della morte stessa , non esiste un' "età conveniente" per lasciare questo mondo.
Ho elaborato pensieri , in silenzio , mentre scendevo dalla cima della montagna.
Mi domandavo quale sia stata la causa che l'ha strappata alla vita , se ha sofferto...
Poi le mie riflessioni sono diventate più generiche.
Siamo in un contenitore chiamato terra , non abbiamo scelto noi di venire al mondo e neppure decideremo quando lasciarlo. Il nostro é solo un viaggio , ma la certezza di questa verità non entra nei nostri cuori. La mente sa , ma i sentimenti non accettano.
Per un attimo tutto questo pensare , mi da sollievo.
Se smettessimo di essere così cavillosamente legati alle cose di questa terra , capiremo il senso del nostro viaggio. Facciamo progetti come se la morte non ci riguardasse. Ci immergiamo fino a sprofondare in tutto ciò che rende questa vita concreta. Oberati di cose, crediamo che il nostro sia un diritto alla vita e ci dimentichiamo che in realtà é un DONO.
Così capisco perché lo sguardo puro di quegli occhi hanno toccato intensamente la mia sensibilità.
Ogni vita che lascia questo mondo rappresenta , per chi resta, un' atroce novità. Apparteniamo alla vita, ma spesso dimentichiamo che l'eternità non fa parte di noi.
Non siamo preparati alla morte finché, non arriva e ci sconvolge. Eppure essa non é un avvenimento inusuale, essa é parte del nostro stesso respiro.
Ma come consolare il povero cuore quando la verità di queste parole irrompono nella quotidianità di ognuno di noi?
Forse l'unico aiuto, é credere che il viaggio non finisce qui...
1 commenti:
Hai proprio ragione mary.....nessuno si ferma mai a pensare che la vità,qui,non è eterna...eppure se imparassimo a farlo quanto meglio staremmo!!!!
PS:hai visto che leggo il tuo blog?lo faccio quasi tutti i giorni ma non sempre lascio un segno:-)!!!!Baci.TVB
Giovy
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