C'è una bellezza oggettiva, una bellezza autentica che va oltre il comune parlare.
E' quella bellezza che non si rapporta in ordine alla città, all'università, al liceo, perché risulta vincente in ogni ambiente.
E' una bellezza sublime che fa parte della mia mente e che tuttavia si incarna nella vita di tutti i giorni, in soggetti assolutamente rari.
La mia idea di bello è questa, ecco perché pur essendo poco severa nel giudicare l'estetica di una persona, resto lontana dal ritenere certi soggetti belli nel vero senso della parola.
Si diffonde con maggiore visibilità l'individuo piacente, carino, affascinante, quella persona che risulta anche più ricca del semplice bello e che pertanto riesce ad eguagliare quest'ultimo.
Ero in treno l'ultima volta che ho visto la vera bellezza. Mi è apparsa in forma di donna. Tra le due carozze c'era un gruppo di giovanissime. Probabili modelle in trasferta... Erano belle in tutto! Nessuna magrezza sconvolgente, un fisico asciutto, slanciato e carico di sensualità. Erano semplici, poco trucco e capelli sciolti, nessuna piega particolare. Sembrava avessero i propri capelli naturali. Avevano mani, cosce e gambe affusolate, le guance rosate dal piacevole caldo del treno.
Erano diverse eppure unite da una perfezione, non di forme o di lineamenti, credo piuttosto di sitle. Risultavano eleganti nei modi perché estremamente disinvolti. In fondo non avranno avuto più di 18 anni, non c'era costruzione nei loro movimenti.
Il dono della bellezza è spesso offuscato dall'invidia. Davanti ad una simile realtà spesso si dimentica l'importanza dell'essere in quanto tale, e si bada solo all'aspetto esteriore. Si sviluppa una sorta di rivalità che nasce solo in chi non è bello, perché chi possiede la bellezza non ha ragione di entrare in competizione. Quando si cade preda di simili meccanismi si arriva ad esasperare ogni idea di bello.
Ognuno di noi ha un dono e su quello deve far leva. Ammetto che non è sempre facile, anche io mi sono sentita in soggezione dinanzi a dei corpi tanto perfetti,ma ciò che conta è impedire che un aspetto così effimero possa diventare fondamentale nella nostra vita. La distorsione dell'estetica, l'esasperazione del bello, ci porta a vivere in un mondo pieno di incertezze. La bellezza va contemplata se non la si possiede, non certo invidiata al punto da doverla raggiungere a tutti i costi. Curare la propria persona e imparare a piacersi anche con i propri difetti, richiede un percorso interiore di grande maturità. Ma non è un cammino accessibile solo a pochi, è accessibile a tutti coloro che si amano e che amano il senso della vita.
mercoledì 19 marzo 2008
martedì 18 marzo 2008
Fotografia
L'obiettivo è costretto a guardare sempre dritto, puntato contro volti ansiosi di essere protagonisti.Fotografia, strumento di visibilità, adoperato da chiunque per il puro gusto di esser guardati.
Sono sempre di più gli artisti della fotografia.In internet poi, risulta ancora più semplice.
Corpi nudi, pose divertenti, sorrisi smaglianti, facce perplesse, scene da interpretare, frutto di una realtà spesso distorta. E' accostandomi a questo mondo che ho capito come sia facile distinguere colui che ama la fotografia in quanto tale, dal comune esibizionista.
I blog, i fotolog e i siti di fotografia più visitati sono quelli femminili e quelli in cui è possibile scorgere forme e volti.
Andando alla ricerca di veri appassionati ho notato come questi ultimi siano poco visitati. Tutto questo esibizionismo è sintomatico dei tempi in cui viviamo. Attraverso una fotografia si cerca il consenso degli altri affinché le insicurezze che tanto ci fanno soffrire, ma che possono aiutarci a crescere, cessino di esistere.
Alle volte però se hai la fortuna di conoscere dal vivo queste persone, ti accorgi delle evidenti differenze. Magra si, ma senza tette, oppure prosperosa ma alta meno di un metro e sessanta!
Una volta una ragazza mi disse con assoluta tranquillità che tutti i ragazzi di sua conoscenza, li aveva "frequentati" prima su internet...
Per una persona di 25 anni questa è una cosa al quanto strana, o forse mi risulta tale solo perchè non ho ancora acquisito tutta questa scioltezza con la rete.
E' davvero dura fare i conti con una società arrivista, basata su canoni di bellezza inequivocabili!!! Ognuno di noi preferisce ritagliarsi il suo angolo di paradiso qui, su internet, dove c'è spazio per tutti ed è più facile evitare incontri "faccia a faccia"!
Naturalmente prima di parlare, mi sono sottoposta ad una sorta di test! Ho scelto un sito dove pubblicare foto. Non sono molto artistica in questo, ma posso testimoniare che nel mettere fotografie personali, le visite aumentavano, anche se di poco aumentavano comunque! La prima volta credevo fosse una banale coincidenza, così le tolsi, bé risultato?!!! le visite sono calate di molto!
Non mi sono mai sentita bella e ammetto che come soggetto posso risultare poco interessante, ma questa verifica mi è bastata per dimostrare la mia teoria.
Così vorrei sollevare l'animo di quelle persone che con grande devozione si dedicano a quest'arte e dire loro che l'assenza di grandi masse vi rende davvero dotati, perché la bravura, il talento non sono alla portata di tutti.
Conservate il vostro spessore, l'esibizionismo, la voglia di apparire può affascinare chiunque, riuscire a non cadere in questa tendenza è sintomo di grande capacità.
Un piccolo pensiero lo vorrei dedicare ad una ragazza che purtroppo non conosco dal vivo e che ha allestito un fotolog davvero speciale, l'unico particolare che è possibile scorgere di lei è il suo occhio fantastico... sei davvero brava, e dato che i miei viaggi sui internet sono sempre a casaccio spero di ritrovare presto il tuo sito!
E' bello mostrarsi agli altri, indossare un bel vesito, curare la propria persona, scattarsi una bella foto, in questo non c'è nulla di sbagliato, ma la distorsione di ogni atteggiamento sano sta nel suo eccesso. Volere cioè apparire a tutti i costi, senza avere il coraggio di ammetterlo!
lunedì 17 marzo 2008
Il senso della Pasqua
Se sapessi abbattere l'ostilità che c'è in me, forse in questa giornata uggiosa di preparazione alla santa Pasqua, riuscirei ad abbandonare la mia accidia!
Nemica di me stessa, con i denti serrati, lascio che il mio "io" cattivo prevalga e mi faccia del male.
Accettarsi per quello che si è veramente dura, riconoscere i propri errori, senza addossare responsabilità inutili a nessuno è ancora più faticoso. Scoprirsi come chi non si vuole essere è una realtà che comporta troppo dolore e alla quale è preferibile non pensare.
Riuscirò ad inchinarmi davanti a me stessa? Riuscirò stasera a ricevere il perdono del Signore?!
In questa santa notte forse impedirò che tutto ciò avvenga, perché non riesco a perdonare me stessa. Sono sul piede di guerra e se mi riconoscerò realmente responsabile delle mie azioni, dovrò abbandonare ogni ostilità, dovrò scuotere il fazzoletto bianco e annunciare la pace.
Ma il dolore è infinito, le profonde offese e la rabbia scaturita da queste, traboccano dai mie occhi. Eppure sabato dall'ambone, al cospetto di Dio, sono stata io ha parlare di umiltà. "Maltrattato senza avere alcuna colpa, con umiltà accettò gli insulti, gli sputi e ogni sorta di offesa". Dovrei permettere che quelle parole diventassero fatti nella mia vita,ma la mia carne umana mi tradisce.
Eppure la mia natura umana era la sua stessa e questa consapevolezza smonta ogni sorta di rifugio mentale. Posso essere come Lui, solo se lo voglio, solo se non ho paura di riconoscermi peccatrice. Perché a dispetto di quanti credono nella filosofia, di quanti sono lontani dal riconoscere l'esistenza di un Dio, ciò che il cristianesimo insegna è la profondità dell'essere umano, compreso di ogni sua dote e di ogni suo difetto.
Forse è solo riconoscendo questa verità che potrò abbattere questo muro interiore, che divide il mio essere pensante, dal mio essere accecato!
Nemica di me stessa, con i denti serrati, lascio che il mio "io" cattivo prevalga e mi faccia del male.
Accettarsi per quello che si è veramente dura, riconoscere i propri errori, senza addossare responsabilità inutili a nessuno è ancora più faticoso. Scoprirsi come chi non si vuole essere è una realtà che comporta troppo dolore e alla quale è preferibile non pensare.
Riuscirò ad inchinarmi davanti a me stessa? Riuscirò stasera a ricevere il perdono del Signore?!
In questa santa notte forse impedirò che tutto ciò avvenga, perché non riesco a perdonare me stessa. Sono sul piede di guerra e se mi riconoscerò realmente responsabile delle mie azioni, dovrò abbandonare ogni ostilità, dovrò scuotere il fazzoletto bianco e annunciare la pace.
Ma il dolore è infinito, le profonde offese e la rabbia scaturita da queste, traboccano dai mie occhi. Eppure sabato dall'ambone, al cospetto di Dio, sono stata io ha parlare di umiltà. "Maltrattato senza avere alcuna colpa, con umiltà accettò gli insulti, gli sputi e ogni sorta di offesa". Dovrei permettere che quelle parole diventassero fatti nella mia vita,ma la mia carne umana mi tradisce.
Eppure la mia natura umana era la sua stessa e questa consapevolezza smonta ogni sorta di rifugio mentale. Posso essere come Lui, solo se lo voglio, solo se non ho paura di riconoscermi peccatrice. Perché a dispetto di quanti credono nella filosofia, di quanti sono lontani dal riconoscere l'esistenza di un Dio, ciò che il cristianesimo insegna è la profondità dell'essere umano, compreso di ogni sua dote e di ogni suo difetto.
Forse è solo riconoscendo questa verità che potrò abbattere questo muro interiore, che divide il mio essere pensante, dal mio essere accecato!
Cattiveria
Gli angoli dei tuoi occhi sono rivolti verso il basso a differenza di quelli della tua bocca, sulla quale sembra fissa la smorfia di un sorriso.Sei così comune nella tua bellezza e eppure sei considera come chi ha qualcosa in più. Io stessa sono attratta dalla tua psicologia, così chiara in certi punti e meno in altri.
Sei sognatrice e piena di te. Piena di quell' "io" che davanti agli altri ti impegni a sminuire, perchè il tuo esser vittima sia sempre più palese.
Attratta dalla vita, dai viaggi, dal sesso, ti senti matura nelle tue esperienze e la tua assenza di umiltà mi fa rabbrividire. Tu rappresenti la donna del domani e sommessamente mi domando quale futuro nero, più nero del presente ci attende?!
Vorrei gridarti in faccia tutto il mio sdegno, il mio rancore, per non aver frenato un tale abominio. Vorrei gridarti in un orecchio la tua pochezza, la tua furbizia utile solo ad un animo povero.
Vorrei che ti calassi dentro te stessa, che imparassi a capire quanto sei povera, quanto sei piccola nelle tue esaltazioni, quanto sei inutile a te stessa.
Eppure la tua vita pubblica piena di soddisfazioni, diventa scura come una tomba, quando chiudi dietro le tue spalle la porta ai riflettori. Vuota e priva, priva di comprensione... Povera che sei!
domenica 9 marzo 2008
Bonsai per il mio amico
Non appassisce com un comune fiore.Nelle sue radici è racchiuso il suo vigore, il suo legame con la vita.
In esso c'è la bellezza e il fascino della natura, di un bocciolo schiuso destinato a durare...
Questo bonsai è momoriale di quello che ci lega.
La rosa bianca nella sua purezza, avrebbe evocato l'idea dell'anima, ma il suo spegnersi dopo qualche giorno, non sarebbe bastato a sottolineare l'unione che ci stringe.
Durerà nel tempo e più di un fiore necessiterà di cure e di attenzioni, come il nostro rapporto, che ora... più di un fiore richiede di essere annaffiato.
giovedì 6 marzo 2008
L'evoluzione è regresso

Ti ascolto e ti scruto.
Seguo le linee del tuo corpo, del tuo viso e mi concentro su i tuoi occhi! Lo sfondo su cui sembra poggiare la tua testa è scuro, in primo piano ci sono solo i tuoi occhi. Ad accompagnare la scena c'è la tua voce, acustica, per il suono dei termini che decidi di utilizzare. Sembra quasi di fissare un capolavoro, avvolta da una calda musica di sotto fondo.
Tuttavia è possibile rintracciare un'evidente stonatura con il contesto, la puerilità del tuo discorso.
Nella tua crescita ravviso una evidente chiusura. Ragioni per schemi, giudichi le persone in base al numero di libri letti, alla fluidità del loro linguaggio, alla loro conoscenza astratta, senza soffermarti sulla conoscenza concreta, quella cioè che è possibile apprendere ogni giorno, quel tipo di sapere aperto a chiunque.
La comprensione della vita, quella che conta davvero e che non vede divisioni in ordine a cultura o a reddito. Quella stessa comprensione che sembra essere parte del tuo sostrato formativo.
Vivi la società che il tempo ci propone a tre centosessanta gradi, sei a passo con i tempi, con la moda, e con questa mentalità che svuota il concetto di libertà.
Siamo liberi di fare ogni cosa, non c'è nessun limite, siamo liberi per fino di far del male, perché al centro di ogni valutazione c'è il nostro ego personale.
Come fosse un bambino nel nostro grembo, nutriamo, vestiamo, coccoliamo l'alter ego dal quale scaturisce ogni sorta di libertà!
Eppure a mio modesto parere, è proprio quella parte che andrebbe soffocata, azzittita ogni qual volta emerge per dettare legge sulla nostra vita.
Più perdiamo il tempo a soddisfare noi stessi, più siamo incapaci di donare amore. L'idolatria ci allontana dalla libertà. Ma il concetto è così scontato che sembra impossibile possa essere vero.
Quello che cerco di divulgare, nella mia abissale ignoranza, è la libertà da noi stessi! Se ci riflettiamo attentamente l'insoddisfazione che ci appartiene nasce proprio da questa fame insaziabile di possedere, di fare, di strafare. Siamo concentrati solo su noi stessi e l'altro è solo un mezzo attraverso cui compiacerci. Quando alziamo gli occhi e riusciamo ad oltre passare quel limite tra noi e l'altro, allora si che siamo liberi, liberi di amare, siamo appagati senza desiderare...
martedì 4 marzo 2008
Ostinazione

L'ostinazione delle persone è davvero assurda. In questo momento però, mentre scrivo l'ennesimo post in cerca di chissà quale quiete, penso alla banalità della mia ostinazione!!
Questo mio malessere fisico e mentale, questo mio attaccamento alla verità a volerla dimostrare a tutti i costi, mi rende incapace di capire che alla fine non c'è nulla da dimostrare, soprattutto quando chi ti sta davanti non vuol capire.
E' una lotta per il potere quello per la RAGIONE!!!
Se avessi la forza di guardami dentro sarei in grado di comprendere la fonte di questo malumore. Anche se è dura riconoscerlo, non posso fare a meno di sentirmi responsabile per quanto sta accadendo nella mia vita. Nel tentativo di salvaguardare me stessa e la mia reputazione,dimentico quanto conti nella vita essere umile. La mia coscienza è pulita e delle mie azioni non devo rendere conto a nessuno, soprattutto quando queste sono senza macchia.
L'ingiuria della gente non deve investirmi, non posso essere schiacciata da chiacchiere insulse senza nessun fondamento.
Vorrei imparare ad essere umile, vorrei incassare i colpi anche se non li merito, perché prima o poi la verità viene sempre a galla. Agli occhi di molti, in fondo è questo il comportamento che sto adottando, sono in attesa, con pazienza lascio che qualcuno si prenda gioco di me, eppure dentro sono pervasa da un senso di rabbia e di dignità tale da offuscare i miei buoni propositi.
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