sabato 27 settembre 2008










NON ESISTE LA CASUALITà...


A CONFERMA DI QUANTO HO VISTO OGGI....

mercoledì 24 settembre 2008

Perdersi di vista...

Ampie strade, palazzi, alberi e persone.
Frenesia, ansia, rumore, isteria.

Camminando... non riesco a scorgerti.
I palazzi mi sovrastano, la gente divora i miei passi...
Mi perdo... non riesco a scorgerti, dove sei?!...

Lotto contro un destino che mi vede lontana da te.
Salgo sul tram, seguo i fili della corrente sperando che la coltre di persone svanisca e io abbia la possibilità di incontrarti.

Sono troppo piccola, il mio sguardo non va oltre me stessa.
Le folti chiome mogano e le altezze mi confondono...
Rincorro percorsi che solo nella mia mente sono tuoi.

Corro e correndo capisco che la strada che attraverso é solo mia... MIA E NON TUA!
La fatica é finalmente smorzata da un attimo di lucida tregua.
Ora capisco...

Consapevole scendo dal tram e assecondo il destino.
Cammino tra i fitti alberi e i gigantesci palazzi... i miei passi, lenti ma decisi, sono più consapevoli ora...

Ho lottato per ciò che non ha motivo di sussistere. C'é un inizio e una fine...
E oggi é il giorno della fine.

Ciao

domenica 21 settembre 2008

Oggi ci sono... tutto il resto non conta...

Distesa me ne sto a pensare, a divagare, a sognare...
Come fossero piccole isole, navigo tra i miei pensieri.
Il vento soffia e le prime foglie d'autunno cadono, danzando assecondano il vento in un vortice di caldi colori.
Come le foglie anche i giorni si rincorrono, il passato lentamente svanisce e il futuro é solo nella mente, resta una linea continua che congiunge tutto ... il presente!
... e non mi tocca la violenza dei gesti, l'indifferenza, la furbizia degli stolti, l'assenza di rispetto, la maldicenza, il giudizio...
Me ne sto distesa a sognare, a godere del mio giorno, perché il presente é un dono.
Oggi ci sono, oggi voglio esserci... tutto il resto non conta!

lunedì 8 settembre 2008

"Normalità"

Vorrei che a regnare, nelle mie cose, ci fosse la normalità...
Perché al di là delle differenze concettuali, dei cavilli filosofici, una normalità concreta, effettiva, é ravvisabile in ciascuno di noi.
Vorrei l'ordine e non il disordine. Il tempo cadenzato nella quotidianità.
Vorrei che gli impegni non fossero vissuti con torpore, con noia, come fossero peso... che "l'impegno" fosse mezzo attraverso cui temprare noi stessi.
Vorrei che la cadenza del tempo, che il rincorrersi dei secondi, non fosse motivo di ansia, motivo di tormento.

Io vorrei la normalità...

Vorrei vivere in maniera sana l'insano, vorrei che la confusione lasciasse spazio alla regolarità delle cose...
Che i processi della vita, alternanti in fasi positive e negative, avessero il loro naturale percorso!
Che la lacrima rigasse la guancia nella prova ...
Che la luce del sorriso risplendesse nella gioia...
Che la fatica fosse percepibile, che la tregua fosse ristoro profondo per il corpo e per la mente.
Vorrei uno spirito nuovo per affrontare i giorni, uno spirito "normale" , sensibile alle oscillazioni repentine della vita.

Io vorrei la normalità...

Vorrei abbracciare che mi ha messo al mondo senza remore...
Vorrei che il mio modo d'essere loquace raggiungesse anche loro...
Vorrei sentirmi libera, senza paure né inibizioni.
Vorrei la "normalità" nell'amore...

Gli spigoli della maschera che porto alle volte mi premono sulla pelle e lasciano sul viso piccole ferite sanguinanti, che scavano solchi lunghi e profondi negli abissi dell'anima.
Mi piacerebbe liberarmene, strapparla con mano ferma dal mio volto...tornare a respirare, tornare a guardare chi mi sta davanti con occhi puri, come quelli di un bambino che si affaccia alla vita.

Il peso dei giorni toglie il fiato.
Il sole caldo dell'estate veste il mondo di un giallo ESASPERANTE...
Resti stordito dall'immagine, i colori brillanti ti rendono cieco, il luccichio dei riflessi é tale da annebbiare la tua mente.
Le cose belle perdono di sapore, non riesci ad apprezzare niente di quanto ti sta intorno e tutto diventa motivo di affanno.

Il sole é troppo caldo e il freddo dell'inverno é glaciale.
Dimentichi l'equilibrio proprio delle cose e il tuo respiro é solo un riflesso...

" Voglio la normalità"...

La normalità non é l'opposto di trasgressione, non é noia, perfezione di forma e di sostanza, rigore ossessivo...

LA Normalità é EQUILIBRIO TRA IL BENE E IL MALE...

Vorrei che gli adulti tornassero a giocare come bimbi, che le risa degli uni e degli altri si mescolassero come note di una stessa melodia...
Perché normale é il vecchio che ha voglia di sorridere, che progetta, che sente scorrere la vita nelle sue vene e che per questo si sente uguale a tutti gli altri.
Perché normale é il giovane che ha bisogno dell'anziano per congiungere i suoi passi...
Normale é studiare stesi su un prato, all'aria aperta, perché é la prassi, la consuetudine, a farci credere che il modo migliore per apprendere sia quello ad una scrivania...
Normale é la vita, unico grande percorso senza traguardi, scandita in tappe ma complice della sua unicità...
Normale é conservare la gioia di vivere dentro di noi...

La normalità é imparare ad ascoltare se stessi...



Io vorrei la normalità...

giovedì 4 settembre 2008

Caserta.. La città a misura d'uomo!!!!

Aspetto di dirti il mio addio gridandotelo in faccia!!!!
Aspetto e l'impazienza é tale che alle volte le tue strade e la monotonia delle stesse mi rendono meschina.
La bramosia di un Addio...
Desiderio divoratore di non rivederti mai più, di impedire che la tua apatia, il tuo vivere senza interesse, diventi parte delle mie abitudini.

Opulente e piena del tuo niente.
Vuota e sterile.
Provinciale e mormoratrice.
Prigioniera di pensieri, pensieri che, senza ali, restano schiavi della tua mediocrità.

...ma a rischiarare il grigio spesso dei palazzi, é il sole...
...sale la speranza, la voglia di resistere, di non soccombere...
...sale il sorriso, il bisogno di vivere sereni, se pur in attesa, sempre consapevoli del proprio volere.

Così si fa forte la pazienza, si trattiene l'esasperazione, la si reprime e si scansa la minaccia della pazzia!
Si vive il singolo istante, il caffè al bar, la passeggiata nella reggia, il locale, allontanandolo dalla realtà circostante.
Impariamo ad estraniarci dal contesto...
Aumenta in noi l'indifferenza per Te. E così, senza volerlo, restiamo preda dei tuoi schemi.

SIAMO INDIFFERENTI...

Ci hai ospitato ma mai accolto.
Ci hai permesso di crescere ma non ci hai cresciuto.

C'è chi é diventato spento come te, ha smesso di sognare, di sperare in qualcosa di migliore...
C'é chi stanco e deluso si é seduto su i tuoi cumuli di spazzatura...
Chi con le lacrime agli occhi, ha continuato a lottare, ma ha visto come sia difficile smuoverti dal tuo lassismo.
Non hai un sostrato sociale degno di una città...
Sei sola ... vistosa con la tua reggia, unica perla, immersa in un mare di melma.

Resti cupa come le persone che giorno dopo giorno, rafforzano i tuoi difetti.

Non é giusto accontentarci solo perché esite di peggio...
Non si può difendere l'indifendibile...

lunedì 1 settembre 2008

Meglio la discrezione...

...caffè bollente e fumo di caffè...
Piacere intenso a piccole sorsate.
Poco zucchero.
L'amaro insaporisce la bocca, é una delle poche contraddizioni che fanno bella la vita.

Lontano dalla curiosità perfino dei miei occhi, me ne sto in disparte a bere il mio caffè, dolcemente amaro...

Nessuna voglia di dire, nessuna voglia di mostrare...
Puro piacere, intensa condivisione con se stessi.

Protagonista senza pubblico, senza sguardi compiacenti o derisori, ma pur sempre protagonista...
Protagonista di un nuovo giorno, di questi giorni, della scia che gli stessi lasceranno... perché nella molteplicità delle persone, resto unica!

L'unicità racchiusa nelle mie impronte, nelle mie ossa, nella curvatura delle mie scapole, nel dorso corto, nelle gambe a sciabola, negli occhi azzurri, simili a tanti ma pure sempre diversi.

...e non c'é bisogno che gli altri colgano....

... qualche volta é meglio la discrezione...