sabato 23 maggio 2009

L a nostra scala


Mi piace credere che dentro ciascuno di noi , ci sia una sorta di scala, fatta di tanti gradini più o meno alti.
Possiamo salire e possiamo scendere. La difficoltà sta tutta nel nostro modo di essere.
Di solito quando ci accingiamo a fare le scale, lo sforzo fisico più grande sta nel salire, la discesa infatti risulta quasi sempre comoda.
Eppure se penso alla sequenza di gradini immaginari che abbiamo dentro noi, credo che il vero problema sia lo scendere.
I gradini sono sempre gli stessi, il loro numero non cambia, così come il loro spessore. Ma l'emozioni che si provano nel salire sono diverse da quelle che si sentono scendendo.
Io immagino che quando si salga, si prenda coscienza passo dopo passo, dei propri pregi. Ogni gradino ti rende più consapevole di quel che sei, delle tue doti e capacità. Quando la scala termina e tu ti sporgi alla vita, con i tuoi occhi che più delle tue gambe hanno camminato lungo quel percorso, durato giusto il tempo della tua crescita, ti senti fiducioso, pronto ad affrontare una realtà che non sei tu.
Tante volte resti in quel mondo esterno per così tanto tempo da dimenticare la tua scala interiore.
Succede poi che i fatti della vita, tendono a destabilizzare la tua fiducia...
Il percorso di auto stima che hai compiuto dentro di te, ti sembra troppo lontano per trarne beneficio, e allora rotoli giù, negli abissi del tuo io, come chi della vita si sente solo un rifiuto.
Quando tocchi il fondo di te stesso, la ripresa é dura e ardua e tante volte non hai nemmeno il coraggio e la forza per darne inizio.
Non hai percorso la scala verso il basso, in altri termini non sei sceso gradino dopo gradino, sei stato scaraventato giù, sbattuto come chi inciampando non é più in grado di restare in equilibrio.
A quel punto, tenti di rialzarti.
Stavolta però la salita é più faticosa, perché ad ogni passo in avanti, hai come l'idea di compierne due indietro.
Ma é scendendo che conosci un'altra parte di te stesso. Una parte che presumibilmente prima di quel momento eri abituato a non vedere.
Sono i tuoi difetti, le caratteristiche che non vorresti avere, che ti fanno sentire incapace e che ti umiliano profondamente.
Eppure é proprio conoscendo quelli, che puoi avere un quadro completo di te stesso...
Quando impari a conoscerti realmente , salire quei gradini diventa davvero fattibile.
Il tempo in cui riuscirai a terminare la tua scalinata non conta, ciò che conta é il perseguimento dell'obiettivo, tornare di nuovo su, in alto.
E infatti ... quando finisci quel percorso e ti sporgi al mondo , lo fai convinto che a sorreggerti da eventuali cadute,c'é la tua nuova conoscenza...
Ed é sulla scorta di questa che imparerai a migliorarti, imparerai a confrontarti con gli altri senza difese, imparerai a capire e perfino ad amare chi sbaglia, chi fa cose che ti sembrano inconcepibili.
Salire e scendere la tua scala interiore é un continuo esercizio che richiede allenamento, richiede capacità e voglia di amare se stesso in maniera totale e non egocentrica. Richiede pazienza e desiderio di mettersi in gioco, bisogno di cambiare, di sentirsi diverso, di migliorare...

lunedì 18 maggio 2009

" Sperare contro ogni speranza"

Il futuro può spaventare quando in esso sono riposte mille speranze e non si sa quali potranno realizzarsi.
Nella vita tuttavia, bisogna rischiare e credere in quel che si fa. Fissare degli obiettivi e cercare di raggiungerli, lottando contro tutto e tutti se necessario.
Ora come ora non riesco a capire il perché di tante cose, eppure sento che sia giusto così. La mia fede nella vita vacilla, ci sono momenti in cui mi andrebbe di spegnere il cervello, dormire nel senso pieno della parola. Affidarmi ad un sonno pieno, senza sogni e immagini. In altri attimi tuttavia, riesco ancora a credere, riesco a sentire la forza per andare avanti, senza rimpianti né turbamenti.
Il sole non mi immalinconisce, la luce é indubbiamente in contrasto con quanto sento dentro di me, eppure permetto che l'esterno, il bello di quanto mi circonda , mi invada, così che il dolore, il magone possano placarsi.
L'amore rende liberi, il vero amore rende liberi e non schiavi...
Così se queste non sono solo belle parole, se hanno anche un' "utilità" pratica allora credo che sia giusto quanto sto vivendo ora.
La speranza é in fondo un ulteriore forma d'amore per andare avanti, per non abbattersi e non non credere che non ci sia rimedio.
Spero, in un senso e nell'altro, spero, restando ancorata alla realtà, imparando ad accettarla...

sabato 9 maggio 2009

Non sentirti mai grande, mai pieno, mai soddisfatto, perché sei poco più di soffio dinanzi all'infinito.


Corri, alzati dal tuo giaciglio e CORRI....
Vola in alto e crea obiettivi ambiziosi anche se impossibili, vola nel blu del cielo e grida con tutta la gioia che hai in corpo.
Perché la vita é una e niente, niente deve e può fermarti.
Il pianto e il riso sono parti della stessa vita, l'uno non esclude l'altro.
Se puoi, gira il mondo e dai tuoi viaggi, IMPARA, inondati della cultura di nuovi posti, ma non dimenticare la tua...
Allarga la mente e le vedute, che il tuo punto di vista possa espandersi al'infinito come i confini dell'orizzonte... ma fa attenzione! Che non sia la tua striminzita visione a girare con te. Sii umile e non pensare di essere migliore per le tue esperienze, c'è chi ha imparato molto di più osservando le persone da una piccola crepa sul muro....
La vita può insegnare in mille modi, non essere superbo nel raccontare la tua...
Viviamo sotto lo stesso cielo e respiriamo la stessa aria, le differenze sono di forma, é la nostra intelligenza che può superare ogni ostacolo, ogni impedimento, ogni differenza...
Non alimentare le divergente con i tuoi pensieri e con la convinzione di saperne più degli altri. Se c'è una parte di te istruita, che ha saputo imparare dalla vita, credimi, c'è ne un'altra ancora rozza...
La vera ricchezza é il confronto con l'altro, saper cogliere dall'esperienze altrui ciò che manca alle proprie, impedire che il pregiudizio turi gli orecchi, e offuschi la vista. Ognuno di noi ha una parte da istruire e una parte da donare, non dimenticarlo mai.


Ogni vita é degna di essere vissuta, anche la più umile.
Non sentirti mai grande, mai pieno, mai soddisfatto, perché sei poco più di soffio dinanzi all'infinito.

mercoledì 6 maggio 2009

Dignità

La chiamano dignità...
Io credo di non conoscere la dignità...

Se non ti ami tu non ti ama nessuno a parte Dio...

Le persone hanno un nome e cognome, le pesone sono, le persone sono diverse, le persone sono tali perchè ognuna ha qualcosa....
Non siamo etichette...
Se per te non ne vale la pena, sarà lo stesso anche per me...
Per nessuno più piangerò. La vita é un dono prezioso e non la perderò per un'amore che amore non conosce.

domenica 3 maggio 2009

Per fortuna abbiamo punti di vista diversi...

La velocità delle parole e la rapidità con cui le riceviamo, spesso non ci permettono di cogliere in profondità il punto di vista altrui.
La lettura può essere un valido strumento attraverso il quale impariamo a dosare i tempi, così che la comprensione diventa lenta e più profonda.
Quando scrivo sono fortemente influenzata dalla mia vita , dalle mie esperienze,in altri termini, quando scrivo a parlare é il mio punto di vista, uno e unico in mezzo a tanti. Di base c'é la mia educazione cattolica e questo credo trapeli con chiarezza nella maggior parte dei post...
Un'educazione che non risale ai miei primi anni di vita, ma che é nata da circa cinque anni a seguito di alcuni cambiamenti che hanno investito la mia esistenza.
Tante volte le mie idee sono facilmente confutabili, chi legge riceve delle informazioni "attaccabili", in certi punti perfino contraddittorie...
In realtà sono soltanto degli sprazzi di ciò che ormai sento radicato nel profondo della mia anima e che comunico per il piacere di farlo e per me stessa...
Scrivere e alle volte solo parlare , può infatti aiutare ad alimentare la convinzione, la certezza in ciò in cui si crede. Fondamentale però é il dubbio, mettere in discussione se stessi , aiuta a crescere e a confermare le idee che si hanno.
Capisco così che i miei post possono essere scialbi, banali, e di questo posso solo dispiacermi. La comunicazione é tale infatti proprio perché cerca di raggiungere l'altro.
Ma nel mio caso forse é più forte il piacere di scrivere...
Dentro di me é tutto così chiaro, ogni post é legato all'altro, é un tutto uno scomposto in tante piccole parti...
Il confronto con chi ha idee completamente diverse dalle mie, come scritto poco prima, indubbiamente mi aiuta a rivedere i miei pensieri, a smentirli se necessario , o a confermali. Tuttavia sono consapevole che spesso le considerazioni sono fatte su singoli pezzi, così che non si riesce a cogliere il punto di vista totale.
La mia difficoltà quindi sta nel comunicare in maniera compita quanto sento. Chi tuttavia legge con una certa assiduità , può essersi fatto una sua idea... anche se magari opposta alla mia.
E'questo il bello dell'essere diversi.... :D!
Così allora quando parlo della vita, parto dall'idea per cui essa sia dono.
Per esperienza credo che non si possa decidere tutto della propria esistenza, ed é normale allora che di contro sollevo i pareri di chi, magari sulla scorta delle sue stesse esperienze, pone la questione in un modo completamente diverso.
La morte d'altronde non é la fine di tutto... e per chi non la vive con questo spirito é ovvio allora non porsi alcuni perché. Se la morte infatti, equivale alla fine di tutto, se quando soppraggiunge lei, smettiamo di esistere nel senso lato del termine, é normale che certe mie considerazioni si svuotano di significato.
Ecco allora che il punto centrale di tutto sta dal principio da cui si parte, il dove si arriva poi, é solo una conseguenza.
Non necessariamente c'é una verità che prevale sull' altra, non sempre é possibile dimostrare la nullità dell'altra...